Design Anni 80 - Lampada Tolomeo (1987)

Michele De Lucchi

La lampada Tolomeo è stato il best seller del brand Artemide fin dalla sua ideazione nel 1987 da parte di Michele De Lucchi.

Insieme a Giancarlo Fassina, De Lucchi ha declinato la lampada in molteplici versioni.

Una delle ultime è stata la versione a LED che la rende tuttora una delle lampade più vendute al mondo.

Ispirata ai classici modelli a molla, la lampada Tolomeo è capace di unire tradizionale, tecnologia ed innovazione.

Questo perché ogni sua componente può diventare a sua volta una lampada indipendente. 

Dopo aver vinto il compasso d’Oro nel 1989, è diventata definitivamente un’icona del design italiano.

In oltre vent’anni tante pubblicazioni hanno indagato la fama planetaria della Tolomeo.

Infatti, sia film, fiction che programmi televisivi l’hanno inserita nelle loro scenografie, evidenziandone:

  • flessibilità di utilizzo
  • pulizia formale che cela il meccanismo a molle
  • ergonomia ed immediatezza dei gesti con cui se ne varia la posizione

De Lucchi, che immaginò il principio meccanico della Tolomeo osservando la macchina di una canna da pesca, disse in un’intervista che questa lampada aveva avuto tanto successo perché era un progetto che sapeva aggiungere un briciolo di libertà alla vita delle persone.

La Tolomeo funziona senza richiedere a chi la usa alcuno sforzo, perciò è così venduta.

Non è forse questo lo scopo del design?

Michele De Lucchi

Architetto, Designer e Accademico italiano

Michele De Lucchi è uno degli architetti e designer italiani più affermati degli ultimi decenni.

Designer della Lampada Tolomeo, attualmente il suo nome è legato a numerosi altri progetti di design e architettura.

Tuttavia, a livello internazionale, il suo legame con la lampada da tavolo a bracci mobili è rimasto immutato.

Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con Olivetti, Telecom, Compaq, Philips.

Ha all’attivo diversi progetti, soprattutto legati a palazzi rappresentativi in Georgia e in Libia, e numerose ristrutturazioni di edifici in Italia e in tutto il mondo, tra cui la Triennale di Milano e il Neues Museum di Berlino. 

Nel 2000 ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti nel campo del design e dell’architettura.

Inoltre, ha ottenuto una laurea ad honorem dalla Kingston University per il suo contributo alla qualità della vita.

Dal 2017 è il nuovo direttore della rivista Domus.

Un oggetto di successo è una rarità, corrisponde forse al 2% di tutto ciò che è stato messo in produzione; il resto si perde nel nulla. Quando ho disegnato Tolomeo sono stato sorpreso io stesso del riscontro avuto dal mercato e del favore di pubblico [...]

— Michele De Lucchi

Curiosità

All’epoca del suo concepimento, la lampada Tolomeo non si chiamava ancora così.

Il nome fu deciso la notte prima che venisse presentata al Salone del Mobile.

Ernesto Gismondi, fondatore con Sergio Mazza di Artemide, faceva ogni anno una lista di nomi, come racconta lo stesso De Lucchi.

Quello che venne scelto per questa lampada è stato Tolomeo, perché era il nome di un astronomo e un matematico e dunque il più adatto a restituire l’idea di una mentalità scientifica.

La Tolomeo nacque per vincere l’ambiziosa sfida di innovare la classica lampada da tavolo e confrontarsi con alcune delle icone del design moderno.

Una di queste è stata la Luxo, disegnata nel 1937 da Jac Jacobsen e a cui si ispira il logo della Pixar.

Oggi, dopo che la Tolomeo di Artemide è diventata una famiglia di lampade (dalla prima versione da tavolo alle declinazioni in varie misure da parete, da terra e sospensione), adattandosi alle nuove tecnologie pur mantenendo la sua essenza, possiamo dire che la sfida è stata definitivamente vinta.