Design Anni 90 - Bird Chaise Longue (1991)

Tom Dixon

La Bird Chaise Longue è una poltrona a dondolo, una seduta comoda e funzionale, che segue il movimento leggero di chi decide di distendersi sulle sue ali.

È composta da una struttura interna di legno e metallo, imbottita e totalmente sfoderabile.

È una seduta che sembra sfidare la legge di gravità, perché sospesa in un perfetto equilibrio precario.

Proprio la figura di un uccello pronto a spiccare il volo conferisce alla poltrona la sua forma dinamica.

Icona dei primi lavori di Tom Dixon, rappresenta la sintesi migliore tra dinamismo giovanile e tradizione domestica degli imbottiti di casa Cappellini.

La virtù e l’ironia della Bird Chaise Longue non sono contenute solo nelle forme e nei materiali, ma anche nel nome “Bird”.

Esso ne dichiara una precisa visione, espressione di un linguaggio autonomo e divertito.

Non evoca semplicemente la figura di un uccello, ma esprime il movimento leggero ogni qualvolta si sposta il baricentro del proprio peso.

Si muove in simbiosi con il suo ospite.

Tom Dixon

Designer

Nato nel 1959 a Sfax, Tunisia, Tom Dixon si trasferì in Inghilterra all’età di quattro anni. 

Frequentò brevemente una scuola d’arte, abbandonata però dopo pochi mesi.

Dopo un incidente motociclistico imparò a saldare per riparare la sua moto.

Tra il 1983 ed il 1985 la utilizzò per riciclare rottami industriali trasformandoli in mobili.

Nel 1985 fu tra i fondatori del gruppo Creative Salvage.

Al tempo l’attività era da lui intesa soltanto come una maniera di procurarsi i soldi per realizzare nuovi lavori.

Nonostante ciò diventare un designer professionista.

Nel 1989 Dixon fondò lo studio Space a Londra, laboratorio di design e vetrina per le creazioni sue e di altri giovani designer.

Dopo pochi anni raggiunse fama mondiale con la S-Chair per Cappellini, ora esposta nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York.

Altri pezzi di successo creati per Cappellini furono proprio la Chaise Longue Bird e la sedia Pylon Chair. 

La sua ricerca proseguì nel campo dei materiali plastici, in particolare con le lampade Jack e Star Light per Eurolounge, società da lui fondata.

Io progetto in nome della longevità e desidero qualcosa che sia anti-moda

— Tom Dixon

1998

L'anno della svolta

L’anno di svolta per la sua carriera fu il 1998.

È a partire da questo momento, infatti, che divenne direttore creativo di Habitat.

Si trattava di una fra le maggiori aziende di arredamento nel Regno Unito.

Essa approcciava ad una produzione di massa destinata al grande pubblico.

Per Tom Dixon era un’esperienza del tutto inedita.

Tuttavia, a causa di questa occupazione, trascurò per alcuni anni l’attività in proprio, per riprenderla nel 2002 fondando la Tom Dixon Ltd. 

Successivamente, dal 2004 al 2009, è diventato anche direttore creativo di Artek.

Parallelamente continuò a portare avanti collaborazioni in veste di designer con diverse aziende, fra cui Moroso. 

Ciò che ha contraddistinto Tom Dixon è stato il suo allontanamento dal ruolo di designer puro.

E questo perché si spinse sempre oltre, fino ad arrivare ad occuparsi completamente dell’intero processo di produzione:

  • invenzione
  • ingegnerizzazione
  • marketing

Fonti: I Maestri del Design – Il sole 24 ore | theguardian