Design Anni 90 - Getsuen (1990)

Masanori Umeda

La Getsuen di Masanori Umeda è la sedia a forma di fiore (nello specifico la campanula cinese) ideata per Edra.

Essa costituisce il tentativo di riconnettere il design con la natura dopo un periodo di industrializzazione globale post-bellica.

Umeda incorpora il motivo floreale usando elementi di design tradizionale. 

Lo stame del fiore è rappresentato nella cucitura e il classico bottone a ciuffi sul sedile.

La superficie vellutata della tappezzeria riproduce la sensazione dei petali dei fiori e le ruote posteriori (per un facile trasporto tra le stanze) sono dipinte di verde brillante su alcuni modelli, come supporto per uno stelo.

Sotto questa graziosa forma di fiore si nasconde però,  una struttura complessa di acciaio pressoformato, il materiale di riempimento è in poliuretano espanso.

Masanori Umeda

Masanori Umeda è nato nel 1941 a Kanagawa in Giappone. 

Ha conseguito il diploma presso la Kuwasawa School of Design di Tokio nel 1962.

Nel 1967 si trasferisce a vivere a Milano e lavora nello studio di Achille Piergiacomo Castiglioni. 

Dal 1970 al 1979 è stato consulente del design per Olivetti, per poi tornare in Giappone l’anno dopo e lì aprire il suo studio “U-Metadesign Inc”.

Tra i suoi progetti più importanti nel 1981 vi è il letto Tawaraya per il collettivo Memphis, che ha partecipato a diverse mostre internazionali e vinto il Premio Braun in Germania nel 1968, il Premio del designer associato giapponese nel 1984 e il primo premio per il vetro design nel 1986.

L'industrializzazione moderna in Occidente ha dato priorità alla funzione e all'efficienza e ha distrutto la bellezza della natura. Ecco perché le mie opere di design ne sono piene.

— Masanori Umeda

Curiosità

Questa serie, che permette di scomporre e ricomporre in modo libero ogni pezzo, è stata esposta in occasione di The House of Cappellini.

Diversi sono invece divani come il Sofa per Vitra del 1993, in cui è più evidente la semplificazione del profilo complessivo.

Una “rivoluzione” si è avuta successivamente con il sistema d’imbottiti di perle di polistirolo senza struttura di sostegno che reinterpreta la celebre Sacco.