Design Anni 70 - Le Bambole (1972)

Mario Bellini

Nel corso degli anni Sessanta, la tradizionale struttura della casa entra in crisi.

Si affermano nuovi stili di vita, più dinamici e flessibili, che portano ad una divisione degli ambienti domestici.

Quello che stava nascendo era un modello dell’abitare aperto, come se la casa fosse un micro-paesaggio.

Le case, infatti, diventano velocemente “trasformabili” e destrutturabili.

In questo nuovo contesto il design ha offerto arredi liberamente componibili, volumi morbidi e superfici adattabili.

Mario Bellini ha accolto queste innovazioni, riassumendo la tipologia del divano nella forma elementare del cuscino.

Nacquero così, Le Bambole.

Le Bambole facevano parte di un progetto ridotto al binomio federa – imbottitura.

L’obiettivo era quello di far trasparire una forma naturale, capace di evocare comfort e morbidezza.

Trattandosi di pezzi scomponibili e continuamente adattabili, Le Bambole sono ancora oggi un prodotto icona del design italiano ed internazionale.

La Campagna Pubblicitaria

La creatività provocatoria

Una volta terminato lo studio del design e la realizzazione del divano, Bellini si focalizzò sull’uscita del prodotto.

Insieme al fondatore di B&B Italia, Pietro Businelli, e al fotografo Oliviero Toscani, realizzò una campagna pubblicitaria tanto creativa quanto provocatoria.

La protagonista era la sequenza di ritratti della modella americana Donna Jordan.

Nella sequenza, l’elemento chiaramente visibile era la spregiudicatezza espressa dalla pose libere della modella.

Questo perché Bellini voleva comunicare i valori della trasgressione e della spontaneità del divano stesso. 

Non è un caso, infatti, che scelse di utilizzare come unico materiale l’imbottitura dei cuscini.

In questo modo ha rinunciato alla struttura, ma non alla forma del divano.

Si tratta di una forma libera, creata dai movimenti del corpo, e dunque puramente istintiva.

Da qui la comunicazione provocatoria della campagna.

Non è rivestito in tessuto, ma è costruito in tessuto

— Mario Bellini

Curiosità

Un messaggio pubblicitario oltre la censura

La mostra al Salone del Mobile accolse, insieme ad altri prodotti, anche i poster della pubblicità di Bellini.

La reazione della critica non fu positiva.

Infatti, si attivò subito la censura attraverso l’applicazione di una barra nera sui seni della modella.

Nonostante ciò, il messaggio comunicativo acquistò comunque una grande forza.

Il risultato fu un effetto incredibilmente positivo sulla promozione del prodotto.

Fonti: I Maestri del Design – Il Sole 24 Ore | Sbandiu